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La Grande Guerra negli scatti di Carlo Balelli

Pubblicato Monday 24 June 2019

L’Abbadia di Fiastra ospita una suggestiva mostra fotografica sul primo conflitto mondiale.

 

Giovedì 27 giugno verrà inaugurata all’Abbadia di Fiastra la mostra Obiettivo sul fronte. Carlo Balelli e le squadre fotografiche militari nella Grande Guerra, organizzata dal Centro Studi “Carlo Balelli” per la Storia della Fotografia in collaborazione con la Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata e la Fondazione Giustiniani Bandini e con il patrocinio dei Comuni di Macerata, Tolentino e Urbisaglia.

Il percorso espositivo, allestito presso l’ex Ospizio dei Pellegrini, proporrà un suggestivo racconto per immagini del primo conflitto mondiale dal 1914 al 1919 attraverso 250 fotografie realizzate da Carlo Balelli, che fu impegnato in prima linea al fronte nelle squadre fotografiche del Regio Esercito.

Con il suo obiettivo ha infatti narrato i momenti e i temi più significativi della Grande Guerra cogliendone i molteplici aspetti, dalle situazioni più drammatiche alle scene di vita quotidiana: l’organizzazione militare,  le città bombardate, i prigionieri, le truppe alleate, le battaglie decisive, ma anche gli svaghi dei soldati, la vita della popolazione civile, i panorami alpini, i bambini che giocano a fare i soldati.

Al tempo stesso ha testimoniato l’importante attività documentaria svolta dalle squadre fotografiche militari – con la predisposizione delle stazioni di ripresa, le attrezzature utilizzate e il lavoro di telefotografia, fotografia panoramica e fotogrammetria  – che hanno restituito il conflitto bellico da una prospettiva inedita.

Queste le parole di Emanuela Balelli, figlia di Carlo e Presidente del Centro Studi intitolato al padre: “Attraverso le immagini, che si fanno documento, conserviamo la memoria. Immagini capaci di restituire intatti i momenti, i volti, i paesaggi, di fermare in uno scatto lo scorrere del tempo. Frammenti di storie, nella Storia”.

Carlo Balelli ha dunque lasciato un’eredità di grande valore storico-artistico, che oggi costituisce un unicum nel suo genere in ambito nazionale e che continua a dare lustro alla città di Macerata e al maceratese tutto.

Le fotografie presenti in mostra provengono difatti dalle fototeche della Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti e della Biblioteca Statale di Macerata, nonché dalla Collezione privata della Famiglia Balelli.

“La Fondazione Carima – ha dichiarato la Presidente Rosaria Del Balzo Ruiti – ha fortemente voluto questa mostra all’Abbadia di Fiastra sia per arricchirne l’offerta turistico-culturale nel periodo estivo, sia per coinvolgere gli istituti scolastici provinciali dopo la riapertura a settembre, nella certezza che rappresenti un evento di sicuro interesse tanto per i visitatori quanto per gli abitanti del luogo e altresì per gli studenti”.

“L’iniziativa espositiva – ha spiegato il Presidente della Fondazione Giustiniani Bandini Giuseppe Sposetti – si inserisce perfettamente nel contesto che la ospita, al quale si lega tramite la figura di Sigismondo Giustiniani Bandini, l’ultimo duca di questa nobile famiglia che morì proprio il 4 novembre 1918, giorno in cui venne dichiarata la resa degli austriaci, e che perse in guerra il fratello maggiore Giuseppe”.

La mostra resterà aperta fino al 4 novembre e sarà visitabile tutti i giorni dalla 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19 con ingresso libero.

Per informazioni contattare la Meridiana ai seguenti recapiti:

T 0733/202942 – email info@meridianasrl.it.

 

 

 

Carlo Balelli (Novara, 1894 – Macerata, 1981)

 

La cospicua documentazione fotografica che Carlo Balelli, ultimo e maggiore esponente di una dinastia di fotografi, ha riportato dal fronte, costituisce la nostra memoria storica della Grande Guerra. Una preziosa testimonianza dell’opera delle squadre fotografiche militari e del loro lavoro di telefotografia, fotografia panoramica e fotogrammetria. Uno straordinario spaccato della vita quotidiana in trincea e nelle retrovie, attraverso immagini dense di profonda umanità. Il materiale esposto segue un percorso cronologico dall’inizio del 1914, quando Carlo, da poco arruolato nel Battaglione Dirigibilisti del Corpo Specialisti del Genio, è destinato alla Sezione Fotografica di Monte Mario e compie rilievi fotografici dall’alto Isonzo fino al Montenero. Come primo operatore della Squadra Fotografica della III Armata, realizza fotografie panoramiche dal Podgora a Trieste, dal S. Michele a Gorizia, successivamente, in qualità di primo operatore della Squadra Fotografica da montagna della IV Armata, costruisce 75 stazioni fotografiche d’alta quota sul fronte dolomitico; compie rilevazioni delle postazioni sul Piave e sul Grappa. Documenta la resa degli austriaci a Villa Giusti, l’arrivo di Vittorio Emanuele III a Trieste, la presenza delle truppe italiane a Innsbruck. Le ultime immagini sono il lavoro della permanenza di Carlo Balelli nella Commissione Delimitazione Confini, per tutto il 1919; significativa la posa della bandiera italiana sulla Vetta d’Italia, che coincide con la firma del trattato di pace con l’Austria.

 

La Grande Guerra negli scatti di Carlo Balelli.