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Tuttoingioco: la storia di un successo.
Una prima edizione che ha superato ogni aspettativa.
Tuttoingioco nasce come un’idea, ormai diversi mesi fa, e oggi è una realtà nota ed affermata. A parlare sono i numeri, oltre che i consensi ottenuti da pubblico, addetti ai lavori e rappresentanti delle istituzioni locali.
Più di 100.000 le presenze registrate in 9 week-end per un totale di 27 giorni di manifestazione, 5 le mostre, 18 le postazioni attive, 60 le persone impegnate nel festival, 137 gli ospiti, 294 gli eventi, 64 le presentazioni letterarie, 33 le conferenze scientifiche, 18 le performance, 11 le rappresentazioni teatrali, 3 le proiezioni cinematografiche, 8.000 i libri venduti, 7 le anteprime musicali, 20 i concerti di musica classica e 80 quelli di jazz e pop.
Se insomma, come è ovvio che fosse, la Fondazione Carima e il Comune di Civitanova Marche, ovvero gli enti organizzatori, si auguravano la buona riuscita dell’evento, un successo così grande ed immediato ha colto di sorpresa un po’ tutti.
A distanza di qualche tempo dalla conclusione della biennale di arte, pensiero e società, che ha portato a Civitanova Marche Alta alcuni tra i più grandi nomi del mondo della cultura e dello spettacolo, è tempo di bilanci.
L’esperienza è stata senza dubbio positiva sia in termini di riscontri, sia di obiettivi raggiunti, primo fra tutti quello di proporre una valida ed originale alternativa nel calendario estivo della regione Marche, che nel contempo si configurasse come occasione di promozione e valorizzazione del territorio maceratese e delle sue eccellenze.
L’elemento distintivo, che è stato probabilmente anche il fattore principale dello straordinario esito dell’iniziativa, è la formula adottata: una “manifestazione-contenitore”, proprio come alcune trasmissioni televisive di successo, in grado di intercettare un vasto pubblico grazie ad un’offerta ricca, variegata e di qualità. Il merito di tanto apprezzamento, quindi, va attribuito soprattutto ad un programma ampio e multidisciplinare, capace di attrarre persone di tutte le età e di soddisfare inclinazioni diverse, attraverso cui si è cercato di rispondere alla domanda culturale proveniente dal grande pubblico.
Altra peculiarità di Tuttoingioco è sicuramente l’aver permeato l’intero borgo storico di Civitanova Marche per un’intera stagione, penetrando nel tessuto urbano, coinvolgendo gli abitanti e diventando un tutt’uno con la città stessa, che ne ha beneficiato in termini di visibilità, fruibilità e ricadute economiche. La biennale è infatti arrivata in un momento di crisi finanziaria generale, che ha spinto la Fondazione a realizzare questo prodotto, sia per sopperire alla carenza di finanziamenti pubblici nel settore della cultura, sia per investire soldi sul territorio maceratese, avvalendosi di professionalità locali e di personale del posto, nonché generando un ritorno economico per numerose imprese, esercizi commerciali e strutture turistiche della zona. Va inoltre ricordata la totale gratuità della manifestazioni, che l’ha resa realmente accessibile a tutti.
Per la Fondazione Tuttoingioco è stato lo sviluppo e il completamento di un progetto ideato già anni fa e sperimentato positivamente con Herbaria, stavolta riproposto in una veste più articolata. La prima edizione l’ha subito consacrato a festival di rilevanza nazionale e già si guarda avanti. La domanda più frequente è dove si svolgerà la prossima volta, ma la Fondazione vuole spostare la riflessione su un altro aspetto, che non è ancora stato preso in considerazione.
Il suo farsi promotrice di eventi, che sono esperimenti a tutti gli effetti, la cui riuscita ed utilità per la crescita della provincia di Macerata possono essere riscontrate solo ponendoli in essere, non è fine a sé stesso bensì dettato dalla volontà di fungere da stimolo, soprattutto alle istituzioni locali. La Fondazione cerca partner che la affianchino e la sostengano nella realizzazione di queste iniziative, a cui magari far ereditare il know-how acquisito perché diano un futuro al lavoro fatto e ai risultati conseguiti fin’ora.
Herbaria e Tuttoingioco sono frutto di uno sforzo che la Fondazione ha fatto rispetto alla sua attività ordinaria, sono “marchi di qualità” da portare avanti e da gestire con intelligenza.

Il taglio del nastro il giorno dell’inaugurazione
La platea che riempiva la piazza principale

La mostra dedicata all’arte del Novecento italiano