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La Fondazione Carima "seduce" l’estate maceratese

Si conclude con successo la mostra a Palazzo Ricci dedicata al tema della seduzione

Il programma artistico e culturale dell'estate maceratese è stato arricchito anche quest’anno dalla tradizionale mostra promossa dalla Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata a Palazzo Ricci, che ha rinnovato ancora una volta il sodalizio con lo Sferisterio Opera Festival. La rassegna, infatti, dal titolo "Educere Seducere, la seduzione a Palazzo Ricci" (11 luglio – 7 settembre 2008), ha indagato il tema della seduzione, filo conduttore dell'ultima stagione lirica maceratese, ed è stata organizzata in collaborazione con l'Associazione Arena Sferisterio e con il contributo scientifico del professor Evio Hermas Ercoli. Una qualificata selezione di tele e sculture, individuate tra gli esemplari di pregio che danno corpo alla ricca collezione del museo, ha ricostruito il modo in cui l'arte contemporanea è riuscita ad affrontare questo soggetto. Il percorso espositivo è stato dunque un tentativo di dimostrare che la seduzione, intesa come la più ineffabile delle passioni umane nonché come la più alta espressione di potere sugli altri, sia uno dei valori universali dell'arte. Essa infatti è presente, nelle sue molteplici declinazioni, in tutte le opere esposte in mostra, attraversando tanto le produzioni dei principali esponenti del Novecento italiano quanto i diversi linguaggi pittorici che lo hanno vivacemente caratterizzato. E' la donna, in particolare, emblema della seduzione di ieri e di oggi, la protagonista di queste raffigurazioni, ovvero un soggetto che nel corso del XX secolo ha calcato con determinazione la strada verso l'affermazione di sé. La rassegna, insomma, è stata una sorta di viaggio ideale nella rappresentazione del femminile, proposta nelle sue diverse possibili mutazioni. Dall'affascinante "Ritratto della Signora Ranieri Vigliani Clelia" di Balla (1926), vera e propria femme fatale, all’irriverente "Papera" di Savinio (1930-1931 c.), per arrivare alla longeva iconografia della "donna reclinata", che riassume tutti gli aspetti dell’erotismo di ogni epoca. Ecco, quindi, il "Nudo su divano di Crucianelli" (1932) oppure la "Modella" di Fiume (1950 c.) o ancora il Nudo su paesaggio giallo di Casorati (1954). Tra gli altri capolavori in esposizione, poi, come non citare la sensuale "Amalassunta" di Licini (anni ’40-’50), la seducente "Stefania Sandrelli" di Ceroli (1977) e la bellezza classica della "Grande danzatrice" di Messina (1979). Un ultimo accenno, poi, a Scipione, che nel suo dipinto "Natura morta – Fichi spaccati sul tavolo" (1930) trasforma i fichi in simboli della sessualità, vale a dire la seduzione sotto forma di eros. Come in tutte le nature morte dell'artista maceratese, che sono solite raffigurare elementi caratterizzati da una valenza segnica spiccata, questi frutti turgidi rimandano ad un evidente richiamo sessuale, ulteriormente accentuato dall'uso di un colore rosso particolarmente corposo e torbido per lo sfondo del quadro. "Mi auguro – afferma il Presidente della Fondazione Carima Franco Gazzani – che questa vivacità progettuale possa perdurare nel tempo attraverso la realizzazione di altrettante iniziative artistico-culturali di elevato valore scientifico, sempre in grado di incontrare il favore del pubblico che le segue con affetto".

http://www.fondazionemacerata.it

A. Crucianelli, "Nudo su divano"
A. Crucianelli, "Nudo su divano"
O. Licini, "Amalassunta"
O. Licini, "Amalassunta"
G. Balla, "Ritratto della Signora Ranieri Vigliani Clelia"
G. Balla, "Ritratto della Signora Ranieri Vigliani Clelia"